Bio

Biografia



I Jackals nascono nel lontano 2003 quando i due amici chitarristi Davide e Riccardo decidono di trovare un nome per i loro nuovo duo acustico di cover. Si incontrano un giovedì sera in una squallida birreria di provincia, con un dizionario di inglese. Incominciano a leggere parole a caso, sorseggiando birrette qua e là, noncuranti della sveglia del mattino seguente. Qualche litro dopo, l’occhio cade sulla parola jackal:

jackal [ˈdʒækɔːl] n sciacallo

Sciacalli ci piace. è molto pulp. Però con il “The” davanti che fa più figo.


Passano alcuni mesi e la formazione si completa con Vladi(miro) al basso e Valerio, giovanissimo, alla batteria. Provano in una saletta di metri 3x2, occupata in gran parte dal drumkit di Vale, una Ludwig modello John Bonham, con fusti di dimensioni esagerate.
Il quartetto nuovo fiammante ha un grande sogno: realizzare un album di inediti stile rock anni ’70, con testi rigorosamente in inglese. Iniziano a registrare il disco d’esordio e, per ottenere un sound genuino, utilizzano una vecchia workstation Yamaha a 16 tracce, rinunciando quindi alle più recenti tecnologie (eh, la gioventù...). Riescono comunque a dosare sapientemente le risorse in modo da ottenere arrangiamenti complessi e stratificati, tipici delle produzioni di quel periodo. Tempo dopo, in una trasmissione radiofonica, Ezio Guaitamacchi azzarderà un paragone all’album capolavoro degli Eagles “Hotel California”. La registrazione dura diversi mesi e vengono consumati bancali su bancali di birra Moretti. Alla conclusione dei lavori il tizio della raccolta del vetro si commuove: è la fine di un incubo.
Grown from inside, pubblicato nella primavera del 2007, incontra subito i gusti agli amanti del rock-blues e finiscono per aprire un concerto di Fabio Treves, che si complimenta e li sprona a continuare su questa strada. L’interesse verso la band cresce: vincono contest locali, partecipano a programmi radiofonici e ad una specie di talent televisivo prodotto da Endemol ma visto, al massimo, da una dozzina di persone. I brani This is how I live e Back in the sixties entrano nella classifica di Demo su Radio1 Rai, mentre Take me out of here entra in rotazione su Radio Popolare e successivamente diventa un jingle de Le Iene di Italia1.




Nel 2009 esce l’EP Un Mondo Senza Eroi, dalle sonorità più moderne e aggressive, e con testi in lingua mista. La copertina del disco raffigura un travisamento rock'n'roll de Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo. Coinvolgendo un centinaio di amici e fan, realizzano il videoclip di Uomo Comune, ispirato alle pellicole horror in stile found-footage, molto in voga in quel momento.





Nel 2010 Vladi abbandona il progetto e i Jackals diventano un trio con Riccardo che passa dalla chitarra ritmica al basso. I tre iniziano un percorso per avvicinarsi ancora di più alla musica italiana, coverizzando in chiave rock i successi di cantautori come Battiato e De André, e scrivendo nuovi inediti.



Nel 2013 esce Pasto Crudo, album prodotto e pubblicato dall’etichetta indipendente Dedolor Records, che contiene i brani nuovi e un omaggio alla musica italiana, composto da varie rivisitazioni di grandi classici del cantautorato nostrano. Realizzano il videoclip dell'inedito Scirocco, ispirato alla Primavera Araba.


Nel bel mezzo della stagione di concerti Valerio, compagno di (dis)avventure da più di otto anni, decide di mollare. Il posto vacante viene colmato da Alex, batterista dotato di una grande sensibilità e cultura musicale, che porta una ventata di aria fresca e introduce i due sciacalli veterani a sonorità differenti. Nasce l’idea di fare un disco dove il rock si fonde con ritmi e melodie della musica tradizionale.

Inizia un periodo di studio con l’ascolto forzato di musica etnica del mediterraneo, indiana e dell’estremo oriente, cercando di abituare orecchie e cervello a concetti sonori insoliti per i nostri rocker. Allestiscono un piccolo home studio e iniziano le registrazioni di un nuovo EP. Suoni Lontani, titolo scelto per evocare terre esotiche, esce nel 2016 e contiene solo cinque essenziali tracce, ognuna dedicata e ispirata ad un continente. Realizzano i video di Tarantella del Solstizio e Sinfonia del Deserto. Quest’ultimo, realizzato in stile fumetto animato e disegnato da Davide, racconta una storia veramente pazza, in ricordo della mania per le pellicole tarantiniane di cui spesso si parlava in quelle serate, un po' pulp, del lontano 2003.



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